Approfondimento

Sovranismo: cos'è e cosa significa

Una parola che per alcuni è una bandiera e per altri un insulto. Significato, origine e la sua storia nella politica italiana ed europea.

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Bandiera italiana al vento, immagine simbolica della sovranità nazionale
Sovranità nazionale contro poteri sovranazionali © Archivio Vannacci

Poche parole hanno cambiato colore così in fretta. Fino a una decina d'anni fa «sovranista» era un tecnicismo da politologi; poi è diventato un'etichetta che una parte della politica ha rivendicato con orgoglio e un'altra ha usato come accusa. Oggi la si trova nei comizi, nei talk e nei nomi dei gruppi al Parlamento Europeo. Ma cosa vuol dire, esattamente?

Il sovranismo è, in sostanza, l'idea che a decidere sulle cose che contano — economia, confini, leggi, moneta — debba essere lo Stato nazionale, e non organismi che stanno sopra di esso. Il bersaglio polemico, in Europa, è quasi sempre lo stesso: l'Unione Europea e, più in generale, la globalizzazione, accusate di aver svuotato le democrazie nazionali del loro potere reale. Da qui lo slogan che ne riassume lo spirito — riprendersi la sovranità.

Da dove arriva la parola

«Sovranismo» viene da «sovranità» e ricalca il francese souverainisme, nato in Québec per indicare le spinte indipendentiste e poi passato alla Francia in chiave euroscettica. In italiano è un arrivo relativamente recente: comincia a circolare negli ambienti politici a metà degli anni Dieci e diventa parola di uso comune — al punto da finire nei dizionari e negli osservatori linguistici — intorno al 2018. Non a caso: sono gli anni in cui il tema esplode.

Il 2018 e la stagione italiana

In Italia il sovranismo trova il suo momento con il governo nato nel 2018 tra Lega e Movimento 5 Stelle, e con la stagione dello scontro aperto con Bruxelles su conti pubblici e migranti. «Prima gli italiani» ne è la traduzione da campagna elettorale. Da allora l'aggettivo «sovranista» accompagna soprattutto i partiti di destra ed euroscettici, anche se non è mai stato solo appannaggio della destra: esistono critiche all'Unione da posizioni di sinistra, per ragioni economiche e sociali, che a volte vengono ricondotte allo stesso alveo.

Sovranismo e Vannacci

È in questa cornice che si colloca Roberto Vannacci. La sua critica all'Unione Europea, la diffidenza verso le cessioni di sovranità e la centralità dell'identità nazionale lo collocano con nettezza in area sovranista. Non è un'etichetta appiccicata da fuori: al Parlamento Europeo Vannacci siede nel gruppo Europa delle Nazioni Sovrane (ESN) — un nome che, già da solo, dice a quale famiglia politica appartiene. Il suo partito, Futuro Nazionale, fa della sovranità nazionale uno dei propri pilastri.

Non è la stessa cosa del nazionalismo

Sovranismo, nazionalismo, populismo: tre parole spesso usate come sinonimi, e spesso a sproposito. La differenza c'è. Il nazionalismo ruota attorno alla nazione — la sua identità, in certe versioni la sua superiorità. Il populismo è un modo di fare politica che contrappone «il popolo» alle «élite». Il sovranismo, invece, ha un cuore più giuridico che sentimentale: rivendica chi deve decidere, non chi siamo. È una distinzione che i suoi sostenitori tengono a rimarcare e che i critici, al contrario, giudicano sottile fino all'irrilevanza. Su questo il dibattito resta apertissimo.

Domande rapide

Sovranismo e nazionalismo sono la stessa cosa?

No. Il nazionalismo mette al centro l'identità della nazione; il sovranismo il potere dello Stato di decidere contro le cessioni di sovranità. Spesso convivono, ma non coincidono.

È di destra o di sinistra?

In Italia è associato soprattutto alla destra euroscettica, ma esistono anche posizioni sovraniste di sinistra. È più una frattura su sovranità e globalizzazione che una collocazione fissa.

Vannacci è un sovranista?

Sì: le sue posizioni e la sua appartenenza al gruppo Europa delle Nazioni Sovrane lo collocano chiaramente in area sovranista.

RAV

Redazione Archivio Vannacci

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