Vannacci e Calenda
'Traditore' contro 'Re Mida al contrario': il duello sull'Ucraina e la linea rossa di Azione contro il generale.
Tra Roberto Vannacci e Carlo Calenda è scontro totale. Il leader di Azione ha definito il generale "traditore" e "fascista vero, servo di Putin"; Vannacci lo ha ribattezzato "Re Mida al contrario", invitandolo a partire per l'Ucraina. Un duello politico e personale che va avanti da mesi.
Lo scontro sull'Ucraina a "L'aria che tira"
Il momento più incandescente è andato in onda a L'aria che tira. Sul tema della guerra in Ucraina, Vannacci sostiene che continuare a inviare armi prolunghi il conflitto e le sofferenze; Calenda ha replicato che gli ucraini "combattono per il proprio Paese e chiedono di farlo, non per procura". Il confronto è degenerato in insulti reciproci, con Calenda che ha abbandonato il collegamento dopo aver dato del "traditore" al generale.

"Re Mida al contrario" contro "patriota di Putin"
Vannacci ha coniato per Calenda la definizione di "Re Mida al contrario" e lo ha provocato invitandolo a "prendere fucile, zaino e scarponi e andare ad aiutare gli ucraini". Calenda, dal canto suo, ha ripetutamente accusato Vannacci di essere un "patriota di Putin".
"Lei parla di guerre senza averne mai vista una."
La linea rossa di Calenda
Sul piano delle alleanze, Calenda ha tracciato un confine netto: "mai avere a che fare con chiunque sia con Vannacci". Ha definito il linguaggio del generale "genuinamente fascista" — non post-fascista né semplicemente di estrema destra — e ha chiesto che "le forze democratiche lo blocchino", escludendo qualsiasi collaborazione con Futuro Nazionale.
Due modi opposti di intendere l'Occidente
Al di là degli insulti, lo scontro Vannacci-Calenda fotografa una frattura reale nel dibattito italiano sulla politica estera: da un lato l'atlantismo convinto di Calenda, favorevole al sostegno militare a Kiev; dall'altro la posizione di Vannacci, critica verso l'invio di armi e più aperta al dialogo con Mosca. Un confronto che divide non solo i due leader, ma l'intero arco politico.
Una cronologia di scontri lunga mesi
Il duello Vannacci-Calenda non è un episodio isolato ma una rivalità che si trascina da mesi. Già nel febbraio 2026 la lite a L'aria che tira sull'Ucraina aveva prodotto lo scambio "traditore" / "Re Mida al contrario". In primavera i due si erano ritrovati faccia a faccia in altri confronti, con Calenda che provocava — "non si arrabbi, generale" — e Vannacci che ribatteva sull'esperienza militare.
L'escalation è proseguita in estate: a luglio 2026 Calenda ha ribadito la linea rossa — "mai avere a che fare con chi sta con Vannacci" — e ha alzato ulteriormente i toni definendolo "un fascista vero" da isolare. Una progressione che ha reso quello con Calenda uno degli scontri più duraturi e frontali dell'intera parabola politica del generale.
Domande frequenti
Perché Calenda e Vannacci sono in scontro?
Lo scontro nasce sulla guerra in Ucraina: Vannacci è critico verso l'invio di armi, Calenda lo accusa di essere filo-Putin. Il confronto è degenerato in insulti reciproci.
Cosa ha detto Vannacci a Calenda?
Vannacci ha definito Calenda 'Re Mida al contrario' e lo ha invitato a partire per l'Ucraina a combattere.
Cosa pensa Calenda di Vannacci?
Calenda lo definisce 'patriota di Putin' e 'fascista vero', chiedendo che le forze democratiche lo isolino.
Redazione Archivio Vannacci
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