Vannacci contro i fondi SAFE
L'ex generale respinge l'uso dei fondi europei per la Difesa e critica l'apertura di Tajani: priorità a sanità, lavoro e sicurezza, non alla "agenda Draghi".
Mentre il centrodestra si interroga su come gestire l'ascesa di Roberto Vannacci, l'ex generale sceglie di marcare le distanze proprio dove fa più male: i soldi. Il 28 luglio ha detto un no secco all'ipotesi di usare i fondi europei SAFE per la Difesa, prendendosela con l'apertura mostrata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Non un tema qualsiasi, ma uno dei dossier su cui si misura la fedeltà alla linea atlantista del governo Meloni.
Il no ai fondi SAFE: «Prima gli italiani, non l'agenda Draghi»
Il ragionamento di Vannacci è diretto: le risorse europee non vanno spese per far salire il bilancio militare, ma dirottate su ciò che a suo giudizio conta davvero per gli elettori — sanità, lavoro, sicurezza e contrasto all'immigrazione. Il bersaglio simbolico è quella che chiama «agenda Draghi», sintesi di un europeismo tecnocratico che l'ex generale addita come lontano dai problemi concreti delle famiglie. Un messaggio tagliato su misura per l'elettorato che guarda con diffidenza all'aumento delle spese per il riarmo.
Lo scontro con Tajani e la sfida a Forza Italia
Il destinatario della bordata è Antonio Tajani, che sullo strumento SAFE si era detto possibilista. Non è la prima frizione fra i due, e non è un caso: Futuro Nazionale e Forza Italia si contendono ormai lo stesso spazio nei sondaggi, separati da pochi decimi. Lo stesso Tajani, del resto, non ha mai nascosto il fastidio verso l'ex alleato di coalizione: «Ha deciso lui di stare fuori dal centrodestra, vota contro il governo, è una scelta sua», aveva liquidato parlando di Vannacci. Il duello sui fondi per la Difesa è anche una battaglia per la stessa fetta di elettori moderati.
Perché è un problema per Meloni
La partita va oltre il singolo dossier. Vannacci è un euroscettico dichiarato, contrario al sostegno militare all'Ucraina e critico verso la linea di Bruxelles: «Non sono filorusso, non mi paga Putin», ha precisato più volte, rivendicando però la necessità di «avere buone relazioni con tutti». Sono proprio Difesa, Ucraina ed Europa i terreni su cui le sue posizioni si allontanano di più dall'atlantismo di Palazzo Chigi. Ed è questa distanza di fondo a rendere spinosa ogni ipotesi di alleanza organica con Meloni, per quanto i numeri dei sondaggi la rendano tentatrice.
Domande frequenti
Cosa sono i fondi SAFE?
È lo strumento europeo pensato per finanziare investimenti nella Difesa. Il suo uso da parte dell'Italia è oggetto di dibattito politico.
Perché Vannacci è contrario?
Chiede di destinare le risorse a sanità, lavoro, sicurezza e immigrazione invece che alla spesa militare, criticando la "agenda Draghi".
Perché è uno scontro con Tajani?
Tajani si era detto possibilista sull'uso dei fondi SAFE; Vannacci ne ha criticato l'apertura, aprendo un nuovo fronte con Forza Italia.
Redazione Archivio Vannacci
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